C ‘ ERA UNA VOLTA ?

                                                                        

 CERA-UNA-VOLTA-SASSAROLISono particolari i tableaux vivants di Paolo Sassaroli, i suoi modelli, volutamente naïf, con semplicità e candore, sono maschere dei pregi e dei difetti dell’uomo. I suoi racconti sono quadri crudi che ci propongono temi di attualità: immigrazione, povertà, sesso, ma anche intimistici: le debolezze, le crisi sentimentali, i valori.  Tutto è  descritto con un linguaggio diretto, senza fronzoli né giri di parole, senza ipocrisie. Ci indirizza da subito in una dimensione favolistica e fantasiosa, i suoi protagonisti sono gnomi, sono folletti, e ce lo ripete forzatamente, quasi a convincerci che quelle sagome buone o meschine che siano, non siamo noi.  Sono veri e autentici e inevitabilmente ci si rivede, ci si  riconosce. E il volume assume una sua tridimensionalità. Tra tutti spicca la storia del Mancio, sì quello che a sei anni indossava già la maglia numero dieci e che non ha bisogno di presentazioni. Sassaroli percorre viaggi nella memoria e ci catapulta ai ricordi di infanzia, ai sogni realizzati alle speranze alimentate, ai successi alle disfatte: dell’Uomo. Nella brevità dei suoi testi riesce a sollecitare un mondo di immaginazione e di domande. E un avvertimento, un monito verso la presa di coscienza e la consapevolezza